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UNA LODE AL GIORNO

UNA LODE AL GIORNO…

Una lode al giorno…per fortificare l’autostima in maniera efficace. Questo potrebbe essere il nuovo slogan per quanto riguarda l’educazione dei nostri figli. Infatti mentre i genitori del passato tendevano a lodare poco i loro bambini, convinti che tale atteggiamento potesse essere contro producente per un sano sviluppo, quello a cui assistiamo in questo momento storico è un atteggiamento completamente contrario che tende ad elogiare i bambini in maniera eccessiva. Anche questo però può rivelarsi un comportamento inadeguato e poco efficace in quanto i più recenti studi stanno dimostrando che anche la lode, se fatta in modo sbagliato, può risultare dannosa.

Il bisogno di un figlio di essere elogiato e ricevere l’approvazione da parte degli adulti è un bisogno fondamentale che rappresenta la certezza di avere un prezioso sostegno emotivo da parte delle figure di riferimento. Quindi non bisogna smettere di farlo, ma di imparare a farlo nel giusto modo. I bambini lodati a dismisura potrebbero sviluppare un disturbo narcisistico di personalità che porta la persona ad una profonda insicurezza verso se stessa e le proprie capacità in quanto la loro autostima è dipendente dall’altro. L’obiettivo finale è invece renderli orgogliosi e capaci d’imparare dai loro errori e di avere una solida autostima interna piuttosto che esterna. Amarsi maggiormente per ciò che sono piuttosto che per ciò che fanno.

Accettare anche le imperfezioni

Compito dei genitori dunque, è insegnare ai figli a riprendersi dai fallimenti, ad accettare le loro imperfezioni. Occorre fornire gli strumenti per gestire e tollerare le frustrazioni legate agli insuccessi, che nella vita sono inevitabili, rassicurandoli e mostrandoci sempre disponibili sul piano affettivo, offrendo loro tutto il nostro sostegno. Questa capacità prende il nome di resilienza.

Cos’è la resilienza?

Tale concetto deriva dal mondo della scienza dei materiali, nel quale indica la capacità di un corpo di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi. Per analogia, in psicologia, indica la capacità di una persona di resistere alle difficoltà della vita senza farsi travolgere, la capacità di affrontare situazioni problematiche e complesse senza poi sentirsi stressati ed esauriti, bensì rinforzati e migliorati. Questa si apprende con l’esperienza. E’ necessario iniziare con il diventare consapevoli dei propri limiti e delle proprie potenzialità, per poi imparare ad utilizzare le seconde a sostegno dei primi. Serve accettare le sfide e, quindi, essere disponibili a mettersi in gioco e fronteggiare le difficoltà con positività. Per fare questo è necessario che i genitori pongano maggiore attenzione al processo piuttosto che al risultato raggiunto. Rivolgere il complimento al duro lavoro, alla pratica, alla fatica fatta. Elogiando la perseveranza e la dedizione piuttosto che la capacità. Per questo dire solo o troppo “sei un genio, il miglior calciatore o bravissimo a disegnare” può influenzarlo negativamente facendolo arrivare alla conclusione che, dato che possiede già queste ottime doti, non ha bisogno di sforzarsi troppo. Potrebbero subentrare inoltre la paure di deludere le aspettative dei genitori e portarli ad evitare le situazioni rischiose o ambivalenti, potrebbero altresì rivelarsi limitanti quando, non volendo, i genitori dirigono troppo l’attenzione dei loro figli su queste capacità facendogli erroneamente pensare di essere solo questo, limitando i loro interessi e la visione di loro stessi. Nella vita, ogni tipo di traguardo è una sfida e richiede impegno, quindi meglio elogiare i bambini per le qualità che possono controllare (come l’impegno appunto), affinché considerino le nuove sfide come opportunità per imparare e crescere, nella convinzione che si possa sempre migliorare. Il bimbo o la bimba che si sente continuamente dire ‘come sei brava’ o ‘come sei intelligente’, può perdere il senso della realtà, pensare di riuscire sempre bene in tutto e, di conseguenza, manifestare difficoltà ad accettare gli errori, da cui invece si impara o addirittura potrebbe sentirsi inadeguata quando non riceve il complimento atteso. Le lodi insomma dovrebbero essere “benzina” che motiva ed incentiva al raggiungimento di un obiettivo mentre quello che a volte accade è che diventano fonte di ansia.

Gli elogi…

Gli elogi sono importanti ma vanno motivati e devono essere specifici cosi come i rimproveri che devono essere mirati al comportamento e mai sulla persona per esempio, è meglio non dire al proprio figlio “sei cattivo”, ma “hai fatto una cosa sbagliata’ e spiegargli il perché. È bene quindi sottolineare l’impegno che ha permesso di raggiungere la meta e non solo il risultato, perché altrimenti si rischia di demotivarli, attribuendo il successo a una caratteristica intrinseca, per esempio l’intelligenza, più che alla caparbietà e alla perseveranza. In conclusione quello che è importante è che i bambini si sentano amati a prescindere dai successi o dagli insuccessi. Solo in questo modo cresceremo persone forti e indipendenti dal giudizio degli altri.

Dott.ssa Simona Di Giulio 

Psicologa, Counselor pluralistico integrato