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disturbi del linguaggio

IL LINGUAGGIO

La Comunicazione si basa sulla codifica di messaggi trà coscienza e coscienza: la comunicazione può essere gestuale, musicale, pittorica e soprattutto , verbale.
La comunicazione verbale è appunto il linguaggio.
La nostra laringe è in grado di emettere 30 tipi di suoni semplici, i fonemi. Componendo assieme i fonemi si ottengono le parole che sono il codice che trasmette l’informazione.
Quando diciamo “sc” (fonema semplice) non trasmettiamo informazione, ma se diciamo “sc-ale” (parola) diamo una informazione. Se poi uniamo le parole  mediante regole sintattiche,  “salgo le scale”, l’informazione si arricchisce.
L’acquisizione linguistica che normalmente avviene da uno a tre anni e mezzo, è una tappa fondamentale dello sviluppo neuropsicologico del bambino.
Questo sviluppo linguistico avviene in tappe abbastanza definite:

1) sviluppo fonologico

inizia dalla nascita (vocalizzi) e prosegue fino  alla pronuncia di quasi tutti i fonemi (spesso mancano R e S) entro i due anni  .
A tre anni li dovrebbe pronunciare tutti.  I fonemi singoli vengono inizialmente uniti in sillabe piane consonante+vocale CV (ma, pa), poi si passa alle bisillabe piane CVCV (mama), poi si raddoppiano una consonante o una vocale CVCCV o CVVCV, e infine si passa alle trisillabi complesse CVC (per), CCV (sca), CVV (fio). Contemporaneamente avviene il collegamento parola-oggetto. Ogni cosa ha un nome!Tutto questo avviene entro i 40 mesi.

2) sviluppo sintattico

regole con le quali si correlano o modificano le parole. Uso del plurale o del maschile/femminile.  Acquisizione entro i 36 mesi.

3) sviluppo lessicale

in pratica è il numero di parole che dice  e quante ne impara di nuove. Tra i 12 e i 15 mesi impara circa 5 parole nuove al mese e mediamente ne sa 22 (con un minimo di 8).
Tra i 18 e i 20 mesi impara circa 20 nuove parole al mese e mediamente ne conosce 100 (con un minimo di 20-25). Tra i 21 e i 26 mesi ne impara 50 al mese e alla fine ne conosce 280! E’ utilissimo far tenere alla mamma un diario delle nuove parole. Dopo i due anni forma delle frasi di due e poi tre parole.

4) sviluppo pragmatico

Consiste nella capacità di interpretare i modi di dire e superare il significato letterale. Deve esserne in grado a 7-8 anni.

Si parla di disturbi del linguaggio quando una o più delle fasi suddette è alterata o mancante. Il disturbo più frequente è la persistenza della sillaba piana e il mancato arricchimento verbale nel tempo. Può essere presente metatesi (inversione di sillabe POTO anziché TOPO), o armonia consonantica ( PAPPO anziché TAPPO). E’ evidente che possono coesistere zone di linguaggio meno sviluppato accanto a parole più complesse, è normale. Se il bimbo riesce a ripetere parole dette dall’adulto ma non le produce spontaneamente è comunque un buon segno.
E’ importante in presenza di disturbi che coinvolgono le strutture iniziali dell’apprendimento linguistico, verificare le capacità auditive del bimbo! Se ci sente, bisogna capire se oltre le capacità linguistiche sono compromesse anche in parte le capacità cognitive o motorie. Solo se alla fine l’unica carenza è linguistica si parla di DSA, disturbo semplice dell’apprendimento e si può instaurare una terapia che in genere è logopedia.
Il Pediatra oltre al colloquio con i genitori mirante a capire la sequenza evolutiva delle tappe dello sviluppo del linguaggio, eseguirà dei test e somministrerà questionari per capire se c’è qualche problema (Boel test per le ipoacusie prima dell’anno ,  Chat list per l’autismo a 1,5 anni,  Elm test nel secondo anno,  un questionario sul linguaggio per i genitori al 36° mese, il primo vocabolario del bambino (mc Arthur),  una prova di ripetizione di parole a 3-4 anni, una prova di riconoscimento rapido dei colori a cinque anni e infine un test di letto scrittura alla fine della prima elementare).
Questi ultimi due test sono lo screening per un disturbo che è spesso associato a un ritardo del linguaggio, la DISLESSIA DISGRAFIA.