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NEURONI SPECCHIO

 

“Io prevedo che i neuroni specchio diventeranno per la psicologia ciò che il DNA è stato per la biologia”.

V.Ramachandran

 

La scoperta dei neuroni specchio nei lobi frontali delle scimmie e la loro rilevanza potenziale per l’evoluzione del cervello umano è la singola storia “non comunicata” più importante del decennio. Questa scoperta ha permesso di individuare un meccanismo neuronale che permette di unire direttamente la descrizione visiva dell’azione alla sua comprensione ed esecuzione.

Dove tutto è iniziato

Nel 1985 un team di ricercatori dell’Università di Parma diretto dall’ormai noto Giacomo Rizzolatti scopriva, nel macaco Nemestrino, una speciale classe di neuroni a livello dell’area F5 della corteccia premotoria.

Grazie a successivi studi condotti con l’utilizzo della TMS e fMRI, si è dimostrata l’esistenza di questa speciale classe di neuroni anche nell’uomo nella corteccia premotoria, nelle aree parietali inferiori, nel solco temporale superiore e nell’insula.

Cosa sono i neuroni specchio

Si tratta di uno specifico neurone che genera potenziali d’azione sia quando l’animale osserva qualcuno compiere una certa azione, sia quando l’animale esegue quella stessa azione.

Sono detti neuroni specchio perché, infatti, si attivano sia quando il soggetto compie l’azione sia quando la vede compiere in un altro.

Quando l’effetto specchio riguarda le emozioni

I neuroni specchio sono fondamentali nella vita quotidiana e ne proviamo l’esistenza ogni qualvolta che sperimentiamo sensazioni, percezioni ed emozioni che in realtà stiamo vedendo nell’altro. Vi sarà capitato guardando una persona che porta un carico pesante di immaginare anche voi quello sforzo o guardando una persona commuoversi, anche a voi sarà capitato di lasciarvi andare all’emozione.

Il riconoscimento degli stati emotivi altrui e l’attivazione dell’empatia, sembra poggiarsi su un sistema di circuiti neurali che condividono le proprietà specchio già rilevate nel caso della comprensione della azioni. È straordinario considerare che le stesse strutture cerebrali responsabili delle espressioni facciali corrispondenti ad un’emozione si attivano anche durante l’osservazione e imitazione delle emozioni primarie universalmente condivise.

Questo meccanismo specchio è quindi utile sì a comprendere le azioni e le emozioni altrui ma anche a percepire le intenzioni attraverso una modalità non cognitiva e “automatica”.

Grazie a questa speciale abilità si è in grado di apprendere l’ambiente circostante e i messaggi che lo stesso continuamente re-invia così da permettere l’attivazione di reazioni di collaborazione o competizione con l’altro.

DOTT.SSA GIORGIA TAMBURRI

PSICOLOGA, TUTOR DSA

Bibliografia

Arbib, M.A. (a cura di) (2006) Action to language via the Mirror neuron System, New York, Cambridge, University Press

Caruana F., Gallese V. (2011) Sentire, esprimere, comprendere le emozioni, una nuova prospettiva neuroscientifica, Sistemi Intelligenti, 2 /2011.

Gallese V. (2006) la molteplicità condivisa. Dai Neuroni mirror all’intersoggettività.

Rizzolatti Giacomo and Michael A. Arbib (1998) Language within our grasp, Trends in neurosciences, Vol.21, No 5.